Swami Veetamohananda
Gli Aforismi di Patanjali: come superare gli ostacoli
Traduzione a cura di Amanzio Borio
Anche una buona
vita, una grande vita è disseminata di difficoltà. In
nessun campo nessuno può realizzare qualcosa d'importante senza dover superare
degli ostacoli. Grandi profeti come il Cristo, Buddha
e Ramakrishna si sono dovuti confrontare con un certo numero di
ostacoli.
Le afflizioni
umane possono essere classificate in tre gruppi:
1.
Adhidvaika:
calamità inattese, un ambiente sfavorevole o un lavoro sgradevole, turbe
psichiche, tutte hanno come origine cause sconosciute chiamate adhidvaika.
2.
Difficoltà create da altri uomini come le
guerre, le rivalità tra comunità, etc., sono dovute a fattori esterni chiamati adhibhatica. Queste due categorie possono
essere considerate come il risultato del karma passato degli
individui.
3.
Il terzo tipo di problemi o di
ostacoli è creato dalle nostre attitudini e azioni erronee. Noi lo
chiamiamo adhyatmika.
Gli ostacoli
interni sono creati anche dalla falsa conoscenza, dall'incapacità e dalle
soddisfazioni mondane.
La falsa
conoscenza è di cinque tipi: l'ignoranza, l'egoismo, l'attrazione, l'odio e
l'attaccamento alla vita.
L'incapacità naturale di una persona può essere di diversi tipi. Sicuramente la forza fisica non
va necessariamente di pari passo con la forza mentale, e il potere spirituale è del tutto diverso dal potere mentale. Realizzazioni elevate esigono il possesso di di poteri spirituali.
Il terzo tipo di ostacolo è la soddisfazione mondana. I poteri
spirituali non dovrebbero essere utilizzati per ottenere il piacere dei sensi.
Non ci si dovrebbe accontentare di esperienze
spirituali minori. La nostra pratica spirituale non dovrebbe limitarsi ad una mediocre pace
o armonia dello spirito. Non dovremmo appagarci di qualche conoscenza teorica.
Le apparenze esteriori come indossare un vestito, accontentarsi dei
pellegrinaggi, mangiare cibo consacrato, etc., non apportano esperienze superiori. Anche aspettare gli
avvenimenti è una forma di ostacolo.
Patanjali enumera dieci tipi di
ostacoli:
vyadhi : la malattia,
styana : la pigrizia
o l'indolenza,
samshaya : il dubbio
o lo scetticismo,
pramada : la
mancanza di ardore o d'interesse,
alasya : la letargia,
avirati :
l'attaccamento ai piaceri dei sensi, la mondanità,
branti darshana : la percezione erronea, l'illusione, la
confusione, l'allucinazione,
alabhda bhumikatva : la mancanza di concentrazione,
l'incapacità di raggiungere ogni stato di concentrazione,
anavasthitatvani :
l'instabilità della concentrazione una volta ottenuta,
chitta viksepas : la
distrazione mentale.
Tutto ciò forma antaraya, gli ostacoli interni, che analizzeremo uno
per uno.
Vyadhi. Gli yogi
credono che la malattia sia causata da uno squilibrio nella corrente di energia vitale chiamata prana.
Styana è la mancanza di fervore causata dall'esistenza di
conflitti nelle profondità dell'inconscio, la mancanza di discriminazione, etc.
Samshaya, o il dubbio, è di due generi: uno è
l'assenza di fede nelle verità eterne o una attitudine
al sospetto nei confronti di tutti. La Gita è molto chiara in merito a questo
tipo di ostacolo. Lei recita: “Samsayatma
vrnashyati”. Che significa: “L'ignorante, colui che non ha fede, l'uomo che dubita va verso la sua
rovina. Non c'è felicità per lui, né in questo mondo né nell'altro”.
Il secondo
genere di dubbio è un'attitudine interrogativa o analitica, caratteristica
dello spirito di ricerca. Esso è basato sulla fede in alcune verità
fondamentali. La vita spirituale è una ricerca, e senza porre questioni e senza
studio siamo come qualcuno che percorre una strada
sbagliata. Questo secondo genere di di dubbio è efficace per progredire.
Swami
Vivekananda dice: “Nasceranno dei dubbi nello spirito a proposito delle verità
della scienza, per quanto forte possa essere la nostra convinzione
intellettuale, finché si producono esperienze psichiche particolari come
l'ascolto o la visione a distanza, etc.”
Pramada è il quarto ostacolo, la mancanza
d'entusiasmo che può avere come causa l'abitudine di seguire senza
discernimento i programmi televisivi, di leggere, di chiacchierare ed ascoltare
critiche distruttive, le cattive compagnie, etc.
Patanjali consiglia di evitare tutte queste pratiche allo
scopo di conservare la purezza mentale. San Francesco d'Assisi ha paragonato
questo all'accumulo di polvere sui piedi della spiritualità. Allo stesso modo
possono essere collocati nella categoria di pramada la
dimenticanza del nostro vero “Sé” e l'identificazione con l'ego.
C'è un bel
versetto sanscrito che dice così: ”La prosperità non è la prosperità;
la calamità non è la calamità. La vera calamità è dimenticare Dio, e la vera
ricchezza è pensare a Dio”.
Il quinto
ostacolo è alasuyala, la letargia del corpo e
dello spirito, conseguente ad un'alimentazione sovrabbondante o dovuta alla
predominanza di tamas.
Avirati o l'attaccamento ai piaceri dei sensi è il sesto
ostacolo. Si può aver rinunciato esteriormente ai piaceri pur essendo
interiormente attaccati ad essi. Il potere della
volontà ed il distacco ci aiutano a liberarci di tutti gli altri pensieri.
Il distacco
implica una certa obiettività, una certa prospettiva per essere capaci di
elevarsi al di sopra di una situazione e considerare
il suo significato in un contesto più ampio di quello dell'immediato. Il
distacco non consiste nel bloccare il sentimento. Non è la repressione, la
negazione, la proiezione o l'intellettualizzazione. Esso consiste nel
riconoscere e confermare i sentimenti, ma conservando un certo grado di
controllo cosciente sull'intensità con cui ci colpiscono. Il distacco viene
dalla nostra capacità di entrare in contatto con i nostri valori più elevati,
chiedendoci: ”Questa situazione minaccia ciò che vi è di più importante per me,
o è solo difficile o sgradevole?”
Branti darshana
consiste in false esperienze spirituali: confusione, allucinazione,
immaginazioni morbose, etc.,
dovute all'errore su se stessi e sull'ideale spirituale.
Alabhda bhumikatva è l'incapacità di raggiungere un reale piano di coscienza superiore.
Anavasthitatvani è l'incapacità di mantenersi al
livello dell'esperienza o del piano dopo averlo raggiunto.
E' così che
certi aspiranti alla spiritualità sono in preda a
preoccupazioni, alla depressione, a palpitazioni cardiache, tremito delle
membra, disturbi respiratori, etc.
La sorgente
principale di di tutti gli
ostacoli è l'ignoranza.
L'ignoranza
separa l'io, l'ego, dall'Atman, ed è quest'alienazione da sé, questo esilio di sé, la causa fondamentale di tutti i
disturbi. L'ego alienato s' identifica col mentale e col corpo, così come col
mondo degli oggetti.
E' questo che
conduce all'esperienza del dolore e del piacere, e da questa esperienza
si possono constatare tre reazioni ed attitudini principali: l'amore, l'odio e
la paura, che lasciano profonde impressioni nel mentale, impressioni chiamate samskaras in sanscrito. Queste impressioni del passato
determinano i nostri pensieri e le nostre azioni
presenti e future. Tutti gli ostacoli sono prodotti dai samskaras.
Se cercassimo di eliminare i nostri ostacoli uno per uno,
distruggendo ogni samskara separatamente sarebbe necessario un tempo
molto lungo. Ed è possibile che non ci riusciremmo
affatto. Mentre eliminiamo un samskara ne avremo
collezionato un altro. E' per questo motivo che dobbiamo cercare di eliminare
la causa fondamentale di tutte le impressioni - i samskaras – e di tutti gli
ostacoli. Una volta che questo velo è tolto, o almeno parzialmente sollevato,
la luce splendente dell'Atman non cessa di brillare.
Quando l'anima realizza la sua vera natura smette di
identificarsi col mentale, col corpo e col mondo esteriore e tutte le nostre miserie
hanno fine.
Come eliminare l'ignoranza?
Sri Ramakrishna ci pone questa domanda: “Cos'è che che produce l'egocentrismo? La
conoscenza o l'ignoranza?” E' solo l'uomo umile che
perviene alla conoscenza. “L'acqua piovana scorre verso il basso, non resta
sulle alture”, dice ancora
Ramakrishna.
Un altro
ostacolo al progresso spirituale è l'egocentrismo. Non ci capita forse sovente
di vedere persone egocentriche che si applicano per correggere gli altri senza
avere la minima comprensione delle limitazioni della natura umana? Le loro
parole di simpatia diventano luoghi comuni sgradevoli e senza significato.
L'egocentrismo
provoca ostilità, poiché una persona egocentrica è incapace di comprendere che
ciascuno ha i suoi problemi, i suoi umori mutevoli e
la sua vita privata che devono essere rispettati. Non abbiamo forse la
sensazione di soffocare quando siamo sotto il dominio
d'una persona egocentrica? Come possiamo sperare di conformarci alle vedute,
alle preferenze e alle avversioni di una persona egocentrica? Questo ci
condurrà all'illuminazione?
Una persona
egocentrica è sempre molto soddisfatta di se stessa, molto raramente è soddisfatta degli altri e gli altri sono raramente contenti di lei.
L'intolleranza è un altro serio impedimento al nostro progresso.
E' possibile che
alcuni appaiano spiriti molto aperti e tuttavia, in alcuni campi, possono
essere molto dogmatici, cercando disperatamente d'imporre i loro punti di vista
agli altri, e ciò fino alla sconvenienza. Tali persone sono incapaci di
sopportare la minima critica. Si criticano le brave persone e spesso queste
critiche non sono meritate. Noi troviamo più facile criticare che essere un
modello di virtù! Le persone tolleranti mantengono il loro ideale morale
elevato e la loro forza di spirito. Non ingannano
nessuno e non nascondono nulla. Rendono sempre il bene per il male. La bontà di
cui danno prova ha più efficacia sociale della gelosia malevola. Presto o
tardi, un essere intollerante viene sempre escluso
dagli altri così come lui stesso li
respinge.
Un altro
impedimento al nostro progresso è l'insensibilità.
E' vero che
esistono persone che cercano di condurre una vita pura. Spesso, considerano i
sentimenti umani come una sorta di debolezza. Così non comprendono che la vita
è guidata dall'amore puro e solo in piccola parte dalla ragione.
Voglio
raccontarvi la storia di un ricco possidente. Un giorno riceve la visita di un
rappresentante di un'organizzazione per gli aiuti umanitari che gli dice: “Secondo le nostre informazioni, lei ha realizzato grossi
utili quest'anno. Potrebbe offrire un contributo per i rifugiati del Kosovo?” Il possidente si alza dalla sedia e: “Caro
signore, le vostre informazioni non vi dicono che ho una suocera
ospitata in una casa di riposo e che dovrei pagare per lei? Che
ho una sorella vedova, divenuta handicappata in seguito ad un incidente in cui
ha perso il marito, e che dovrei occuparmi di lei. Che uno dei miei figli è malato e dovrei sborsare molto denaro per lui. Le vostre
informazioni non vi dicono che non lo faccio? Se non
do niente per i miei congiunti perché dovrei farlo per voi?”
Anche la collera ostacola il nostro progresso.
La collera è una
miscela esplosiva. Per esempio, quando i genitori vanno in collera i bambini
sono spaventati. In seguito a ciò essi diventano più esigenti e più difficili.
La mamma e il papà non ne sono contenti e si arrabbiano ancora di più.
Non si può sfuggire alla collera, ma si può addomesticarla.